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Nivolumab adiuvante versus placebo nel carcinoma uroteliale muscolo-invasivo


Il ruolo del trattamento adiuvante nel carcinoma uroteliale muscolo-invasivo ad alto rischio dopo chirurgia radicale non è ben definito.

In uno studio di fase 3, multicentrico, in doppio cieco, randomizzato e controllato, sono stati assegnati i pazienti con carcinoma uroteliale muscolo-invasivo che erano stati sottoposti a chirurgia radicale a ricevere Nivolumab ( Opdivo ) 240 mg per via endovenosa oppure placebo ogni 2 settimane fino a 1 anno.
Era permessa la chemioterapia neoadiuvante a base di Cisplatino prima dell'ingresso nello studio.

Gli endpoint primari erano la sopravvivenza libera da malattia ( DFS ) tra tutti i pazienti ( popolazione intent-to-treat ) e tra i pazienti con un livello di espressione di PD-L1 pari o superiore all'1%.
La sopravvivenza libera da recidiva ( RFS ) al di fuori del tratto uroteliale era un endpoint secondario.

In totale 353 pazienti sono stati assegnati a ricevere Nivolumab e 356 a ricevere placebo.

La sopravvivenza mediana libera da malattia nella popolazione intent-to-treat è stata di 20.8 mesi con Nivolumab e 10.8 mesi con placebo.

La percentuale di pazienti vivi e liberi da malattia a 6 mesi è stata del 74.9% con Nivolumab e del 60.3% con placebo ( hazard ratio per recidiva della malattia o morte, HR=0.70; P minore di 0.001 ).
Tra i pazienti con un livello di espressione di PD-L1 pari o superiore all'1%, la percentuale è stata rispettivamente del 74.5% e del 55.7% ( HR=0.55; P minore di 0.001 ).

La sopravvivenza mediana libera da recidiva al di fuori del tratto uroteliale nella popolazione intent-to-treat è stata di 22.9 mesi con Nivolumab e di 13.7 mesi con placebo.
La percentuale di pazienti vivi e liberi da recidiva al di fuori del tratto uroteliale a 6 mesi è stata del 77.0% con Nivolumab e del 62.7% con placebo ( hazard ratio per recidiva al di fuori del tratto uroteliale o morte, HR=0.72 ).
Tra i pazienti con un livello di espressione di PD-L1 pari o superiore all'1%, la percentuale è stata rispettivamente del 75.3% e del 56.7% ( HR=0.55 ).

Eventi avversi correlati al trattamento di grado 3 o superiore si sono verificati nel 17.9% dei pazienti nel gruppo Nivolumab e nel 7.2% dei pazienti nel gruppo placebo.
Nel gruppo Nivolumab sono stati osservati due decessi correlati al trattamento dovuti a polmonite.

In questo studio che ha coinvolto pazienti con carcinoma uroteliale muscolo-invasivo ad alto rischio sottoposti a chirurgia radicale, la sopravvivenza libera da malattia è stata più lunga con Nivolumab adiuvante rispetto al placebo nella popolazione intention-to-treat e tra i pazienti con un livello di espressione di PD-L1 dell'1% o superiore. ( Xagena2021 )

Bajorin DF et al, N Engl J Med 2021; 384: 2102-2114

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